Per esempio, liberarci dagli stili di vita consumistici odierni potrebbe farci vivere meglio sia per le innumerevoli tensioni e frustrazioni che si possono evitare, sia per il fatto di poter vivere in un ambiente meno oberato di rifiuti. Quando ci renderemo conto del fatto che le cose sono spesso ladre di tempo, che cio' che possiedi alla fine ti possiede (per dirla con Fight Club), ci si potra' trovare in una situazione di tranquillita' e di lucidita' tali da darci modo di riapprezzare la vita cosi com'e', senza tutti i fronzoli artificiali che ormai sostituiscono le vere bellezze e i veri piaceri. Che non sono necessariamente la borsetta firmata o gli occhiali da sole all'ultimo grido. Quelli sono giocattoli che possono ovviamente dare un certo piacere, ma che non dovrebbero, come invece succede troppo spesso oggi come oggi, sostituire cose ben piu' importanti, o sostituire la bellezza del mondo e della vita che non sappiamo piu' vedere.
Una volta fatto nostro questo concetto, ci si puo' automaticamente liberare dalla schiavitu' del produttivismo forsennato e di una societa' basata sulla fretta e sulla frenesia. Lavorare meno puo' non solo migliorare la qualita' della nostra vita, ma probabilmente anche ridurre in parte i problemi legati alla disoccupazione che assillano le nostre societa' composte per lo piu' di persone totalmente dipendenti dal mercato. E i soldi in meno che si guadagnano non sono un problema, se si sono ridotti i propri bisogni superflui. E lo sarebbero ancor meno se si riuscisse davvero ad avere il tempo e la capacita' di auto-prodursi almeno una parte dei propri beni e dell'energia necessaria alle proprie abitazioni.
Tutto cio' e' possibile anche dopo una presa di coscienza da parte della razza umana del fatto che non siamo superiori agli altri esseri su questo pianeta. Abbiamo indubbiamente capacita' intellettive ben piu' sviluppate (che dovrebbero appunto dotarci di una maggiore coscienza), ma non siamo i padroni del mondo. Siamo addirittura una specie incredibilmente giovane rispetto alle altre.
u stato calcolato che se si considera l'eta' della Terra lungo l'arco di un anno di tempo, la nostra specie e' comparsa negli ultimi quindici minuti del 31 Dicembre. Se invece si considera la storia registrata e documentata, questa rientrerebbe solo negli ultimi sessanta secondi! E il fatto di essere responsabili, con il nostro comportamento, con il nostro inquinamento, dell'estinzione di un numero di specie che va dalle 50 alle 55 mila ogni anno, dovrebbe fare riflettere. Nonostante i nostri incredibili risultati tecnologici, medici, farmaceutici ecc, abbiamo moltissimo da imparare dai piu' piccoli ed umili esseri di questo pianeta. Basti pensare alle incredibili e tuttora misconosciute proprieta' terapeutiche e curative di certe specie di piante o funghi, alla resistenza di alcuni tipi di conchiglie o semplicemente a quella di una ragnatela, in proporzione cinque volte piu' resistente dell'acciaio. Il tutto prodotto sempre silenziosamente, a temperatura ambiente e senza produrre rifiuti.
Viviamo in totale disarmonia con cio' che ci circonda. Una volta resisi conto di cio', si possono fare scelte che possono dare realmente inizio ad un cambiamento. Un cambiamento in positivo, possibilmente non solo a parole e non fatto solamente di buone intenzioni. Dire che dobbiamo salvare il Pianeta, comunque, e' abbastanza ridicolo. La Terra va avanti anche senza l'essere umano, baby-specie, come ha sempre fatto prima e come fara' appunto anche dopo di noi. Semmai dobbiamo salvare noi stessi, oltre ovviamente le migliaia di specie che stiamo sopprimendo quotidianamente.
Come e' possibile? Visto che non dobbiamo aspettarci nulla dall'attuale sistema corporativo, guidato per sua stessa natura dal solo perseguimento di profitti sempre piu' cospicui ed immediati, ne' tanto meno dai governi, che al suddetto sistema si sono venduti (quando non ne fanno addirittura parte: si pensi al politico/imprenditore Berlusconi o ai Bush, famiglia di petrolieri), sta a noi cambiare le nostre abitudini. Gradualmente, con impegno e costanza. Il che non vuol dire fare voti di poverta' o di rinuncia, ne' vivere di stenti, ma semplicemente cambiare alcune delle assurde abitudini che ci hanno inculcato, e soprattutto decidendo con piu' criterio cosa comprare o, ancor meglio, cosa non comprare.
di Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio(Tratto da: http://informazionesenzafiltro.blogspot.com)
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